Pietro Occhiuto

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giovedì 28 febbraio 2013

Elezioni 2013, la Road Map di D'Alema

Porta sbarrata ad un governissimo Pd-Pdl ed il via ad una sorta di Legislatura Costituente. 
A dirlo è Massimo D'Alema, che in un'intervista oggi al Corriere della Sera indica la sua Road Map per uscire dall'impasse prodotta dalle elezioni di domenica e lunedì scorsi.
"È chiaro che siamo di fronte a un voto che segna la fine di un'epoca, tuttavia il Paese deve essere governato", dice l'ex premier. "C'è una priorità: salvare il Paese e trovare una soluzione che passi attraverso un'assunzione di responsabilità da parte delle forze principali. Questo significa, innanzitutto, Movimento 5 Stelle, centrodestra e noi".
E qui parte la proposta: a Pdl e M5S la guida delle Camere. "Quando parlo di assunzione di responsabilità mi riferisco alla possibilità che ciascuno, mantenendo la propria autonomia, possa confrontarsi in Parlamento alla luce del sole. Il primo problema - continua l'ex Ministro degli Esteri - è il funzionamento delle istituzioni e ritengo che le forze politiche maggiori debbano essere tutte coinvolte. E che quindi al centrodestra e al Movimento 5 Stelle vadano le presidenze delle due assemblee parlamentari, ovviamente sulla base della proposta di personalità che siano adeguate a ruoli istituzionali di garanzia".

Dalla partita è escluso Monti al quale D'Alema indirizza una delle sue proverbiali frecciatine, "Non sottovaluto il ruolo del centro di Monti, ma occorre rivolgersi alle forze che, per il peso del consenso ricevuto, sono indispensabili a garantire la governabilità del Paese".
Caro Monti, vuol dire D'Alema, in questa fase contano i numeri e tu non li hai.

Ma un Governo per fare cosa? La proposta di D'Alema, che prevede l'incarico di formare il Governo a Bersani, è una mano tesa al Movimento 5 Stelle: taglio dei costi della politica, corruzione, conflitto d'interessi e nuova legge elettorale. "Dobbiamo dimezzare il numero dei parlamentari, ridurre quello degli eletti, riformare radicalmente la struttura amministrativa del Paese, mettere mano ai costi della politica, combattere la corruzione, varare una seria legge sul conflitto di interessi. Poi - continua D'Alema - io sono anche dell'opinione che occorra una nuova legge elettorale. In una situazione frammentata come quella italiana l'unica soluzione sarebbe il doppio turno alla francese."
E se Grillo dovesse dire di no? "Vedremo in Parlamento." dice D'Alema.

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