Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

mercoledì 6 marzo 2013

La proposta per il Governo è fatta, adesso vogliamo il referendum


Ecco, adesso ci sono e da domani saranno in rete. Bersani ha, nella riunione della Direzione del PD, elencato i punti "irrinunciabili per qualsiasi prospettiva di governo". Sono otto e vanno dall'uscita dalla morsa dell'austerità alle misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro, dalla riforma della politica e della vita pubblica alle leggi contro la corruzione e la mafia, dall'affrontare il problema dei conflitti di interesse alla Green economy ed efficienza energetica e, per finire, dai diritti di cittadinanza al rilancio dell'Istruzione e della ricerca. Una proposta chiara indirizzata ad un "governo di cambiamento". Una proposta che di fatto viene indirizzata al Movimento 5 stelle.
Ed il Movimento cosa fa? Beh se si va a leggere lo statuto, anzi il "non statuto", del M5S le decisioni sulla linea politica del Movimento non le possono prendere i vari Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio oppure i neo portavoce di Camera e Senato. Le decisioni le deve prendere la Rete. Si, tutta la Rete. E non solo gli iscritti a M5S.
Al terzo comma dell'articolo 4 del "non statuto" si trova scritto: "Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi".
Chiaro, no? E se a tutto questo ci aggiungiamo quanto scritto ne Codice di comportamento sottoscritto dai parlamentari del Movimento dove si dice che questi "sono tenuti al rispetto dello statuto riferito, come non statuto" e che "I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi" si arriva al dunque.
Il Centrosinistra ha proposti otto punti di una prospettiva di Governo del Paese, adesso questi devono essere sottoposti a referendum perché a decidere se sono condivisi o meno deve sempre essere la Rete ed i Parlamentari pentastellati devono eseguire ciò che la rete ha deciso.
Tra l'altro questa soluzione è stata consigliata al Movimento anche da Don Gallo il quale nelle scorse ore si è  appellato a Grillo chiedendo un "Referendum sul web per vedere se maggioranza è d'accordo a tavolo con il Centrosinistra".
Visto che il Movimento si è dato liberamente queste regole, che referendum sia.

3 commenti:

  1. Una considerazione per gli elettori di Grillo.

    Il parolaio non è credibile, ora vi spiego perche!

    M5S

    Il Mo-Vi-Mento che ripete Grillo, va letto come scritto, così si capisce che è un farabutto!

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  2. Beppe ti ho votato,a mio parere rimanendo fuori dalla stanza dei bottoni ci stiamo dando la zappa sui piedi.

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  3. Questo successo elettorale di grillo è costruito sull' insoddisfazione e irritazione del popolo per l' incapacità della casta dei politici di prendere decisioni per aiutare la gente a superare la crisi.
    Questo vuol dire che chi ci ha governato fino a ieri è incapace.
    Grillo e la sua banda lo è di più, poichè anche se il M5s è innovativo, non sarà mai possibile governare un paese con delle decisioni "ON LINE", quindi si rischia il caos.
    Ciò che occorre è un cambio di mentalità nel gestire la cosa pubblica, cioé un modo diverso di fare politica, abbandonando pratiche di corruzione, ricatto, clientelismo, ma operando sopratutto con "TRASPARENZA" in tutte le manifestazioni pubbliche.

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