Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

domenica 3 marzo 2013

La sfida

In un editoriale, pubblicato questa mattina sul Corriere, Ferruccio De Bortoli auspica che dal dopo elezioni il Paese esca con la stessa forma di Governo con la quale si è chiusa la precedente legislatura: un Governo PD, PDL, Monti. Dice De Bortoli "Un sistema politico normale, con partiti responsabili e istituzioni forti, ragiona sui fatti e sui numeri, non insegue goffamente i voti perduti, non corteggia l'avversario denigrato fino a poche ore prima. Fa i conti con la realtà".
Chiaramente al tempo stesso il Direttore definisce patetico il tentativo di rivalutare, da parte del PD, il Movimento 5 stelle di Grillo. "In un Paese serio non si può restare appesi per settimane - scrive De Bortoli - dopo il voto alle labbra di un capo politico (non c'è più nulla di comico) che se ne sta a casa sua o ai proclami millenaristi del suo guru, peraltro non votato da nessuno".
Per il Direttore del Corriere della Sera niente collaborazione tra PD e Grillo mentre porte aperte, anzi apertissime ad una grosse koalition che faccia le riforme ormai non ulteriormente rinviabili. Dice De Bortoli "governo, di minoranza, di scopo, del presidente, di responsabilità nazionale, chiamatelo come vi pare, è già scritto nel diario dell'emergenza italiana".
Tutto ciò però vorrebbe dire disconoscere il risultato elettorale.
Dalle urne è uscito un Paese diviso esattamente in 4 grandi parti, un quarto di voti sono andati al Centrosinistra, un altro quarto al M5S, un quarto al Centrodestra e l'ultimo quarto è costituito da tutte quelle persone che non sono andati a votare. Scomparsa la sinistra che non si è voluta confrontare con una proposta di governo, fortemente ridimensionato il Centro.
Aver dato il voto al Centrosinistra o al M5S oppure il fatto, con l'astensionismo, di non aver espresso il voto ha significato esprimere una netta contrarietà con l'esperienza di governo disastrosa degli ultimi 10 anni e voler conseguentemente chiudere con il binomio Lega-Berlusconi.
Ora tocca costruire un Governo che sappia dare risposta a questa richiesta che sale fortissima dal Paese.
Ed a questo nuovo Governo non può far parte chi ha causato il disastro.
Bisogna cogliere la sfida che gli elettori hanno lanciato e, al tempo stesso, serve che il Centrosinistra lanci la sfida per un Governo che riesca a guardare avanti.
La politica, si dice, è l'arte del possibile ed auspicare - così come fa Berlusconi, il ritorno al voto è assolutamente suicida. Il Paese che abbiamo di fronte è un paese disperato e ridotto in macerie; una tremenda disoccupazione giovanile, un sistema produttivo disastrato con un numero altissimo di aziende chiuse o fallite, una condizione sociale davvero drammatica. Da queste macerie deve ripartire la costruzione del Paese.
Ed è questo il senso della sfida che il Centrosinistra deve lanciare e per farlo occorre che il PD abbandoni le troppe cautele che hanno caratterizzato la politica di quel partito.
C'è bisogno di un governo straordinariamente capace e con un'impronta politica coraggiosa.
E che faccia cosa? Affronti immediatamente l'emergenza numero uno, il lavoro. Tutto deve essere immaginato per favorire lo sviluppo e la crescita, in maniera sostenibile, del sistema produttivo del Paese. Investimenti sulle infrastrutture, anche e soprattutto quelle tecnologiche; la green economy; il ritorno agli investimenti culturali e sulla conoscenza, con la scuola e l'Università. Tutto questo indirizzato verso la creazione di lavoro e di lavoro di qualità.
E dopo, le tasse. Il calo del potere di acquisto dei salari unito all'aumento della pressione fiscale sta facendo arrivare al collasso le famiglie e le imprese. L'idea di una perequazione diversa dell'imposizione fiscale, con una battaglia senza quartiere all'evasione fiscale deve essere una delle priorità del prossimo Governo.
Ridurre i costi della politica. Riduzione dei parlamentari e dei loro stipendi; riformare i partiti e ridiscutere il loro finanziamento; abolire le Province ed i piccoli Comuni.
E poi, legge sul Conflitto d'interessi, legge sulla Corruzione ed una nuova legge elettorale.
Sono queste le cose sulle quali va lanciata la sfida.
Chi non la raccoglierà se ne assumerà la responsabilità.

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