Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

venerdì 1 marzo 2013

Lo statista e il Caimano

“Cambiare la legge elettorale e tornare al voto”. Nel giro di 24 ore Silvio Berlusconi cambia idea, una volta vistasi rifiutata dal PD l'ipotesi di governissimo e con quella l'ennesimo salvacondotto giudiziario, si spoglia dalle vesti di “statista” e riveste quelle più consone di Caimano.“Io non sarei così ostile a una continuazione della campagna elettorale e andando, dopo aver cambiato la legge elettorale, immediatamente a nuove elezioni” ha detto il Cavaliere, che poi ha motivato la sua presa di posizione basandola sui pericoli che sta correndo il Paese a causa della ingovernabilità, augurandosi anche che a furia di elezioni, prima o poi, “si potrebbe finalmente sperare di avere un popolo italiano che impari a votare”. 
Ma realmente l'ex Premier ha a cuore le sorti del suo Paese oppure ha a cuore le sue di sorti? La seconda. 
E si, perchè dopo la "tregua" elettorale, il pettine sta raccogliendo tutti i nodi giudiziari del Cavaliere. Oltre alle nuove accuse di Napoli,  3 milioni di euro pagati al Senatore De Gregorio per lasciare il partito di Antonio Di Pietro e far cadere il secondo governo Prodi,  nel corso del mese di marzo Berlusconi potrebbe subire ben tre sentenze di condanna da parte della giustizia milanese dove è imputato.

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