Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

lunedì 15 aprile 2013

Emergenza ammortizatori sociali, sindacati in piazza

Dopo gli Esodati, prodotti dalla Riforma pensionistica voluta dalla Ministra Fornero, l'Italia rischia di dover far fronte ad un nuovo dramma sociale: i Cassaintegrati senza alcun reddito. 
Domani, martedì 16 aprile alle ore 9.30 Cgil, Cisl e Uil manifestano davanti Montecitorio per rivendicare adeguati finanziamenti per gli ammortizzatori in deroga. In Italia c'è un vero e proprio allarme ammortizzatori sociali. A marzo è esplosa la richiesta di Cassa integrazione guadagni: con poco meno di 100 milioni di ore registrate, la cassa integrazione è cresciuta in tutti i suoi segmenti su base mensile e annua
L'allarme lanciato dai sindacati è quello da far venire i brividi: nei prossimi mesi circa 500mila persone rischiano di restare senza reddito: le risorse per finanziare gli ammortizzatori in deroga stanno per finire e le risorse stanziate dalla legge di stabilità per il 2013 sono “palesemente insufficienti”.
Da qui la mobilitazione per sollecitare al Governo in carica ed al nuovo Parlamento il finanziamento della Cassa integrazione in deroga. Serve circa 1 miliardo di euro. “Così come si sono trovati, giustamente, i soldi per i crediti vantati dalle imprese verso la Pubblica Amministrazione, - dichiarano i sindacati - si devono trovare i soldi per garantire continuità di reddito a chi è in CIG o è stato già licenziato”.
CGIL, CISL e UIL chiedono, quindi, al Governo di istituire entro aprile una 'cabina di crisi' presso la Presidenza del Consiglio per condividere l'entità della cifra da stanziare, in modo da sottoporla senza indugio al Parlamento, e chiedono ai gruppi parlamentari presenti nel nuovo Parlamento di sostenere questa giusta richiesta. Al contempo la 'cabina di crisi' potrà utilmente elaborare previsioni per le risorse necessarie per gli anni prossimi, al fine di evitare il ripetersi dei drammi attuali. Infine, ai cittadini CGIL, CISL e UIL chiedono di sostenere le richieste avanzate per evitare un nuovo dramma sociale.

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