Pietro Occhiuto

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venerdì 12 aprile 2013

Landini incontra Barca, "Serve un partito del lavoro"

"Serve un partito del lavoro, nel senso che è troppo tempo ormai che la politica non lo rappresenta più". In questa frase di Maurizio Landini, Segretario Generale della Fiom Cgil, sta il senso di un incontro fatto ieri mattina in un bar di Roma con il Ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca.
Quindi mentre Pier Luigi Bersani è  alle prese con le polemiche interne e gli incontri per il Quirinale con Berlusconi, Maroni, grillini e altre forze politiche, Barca e Landini sono impegnati a discutere della sinistra che verra’.

Quello di ieri è solo l'avvio di un discorso che si concretizzerà nelle prossime settimane quando Barca interverrà ad un'iniziativa organizzata dalla Fiom a Bologna il 30 aprile, in preparazione della manifestazione nazionale del 18 maggio. In quell'occasione si parlerà di cittadinanza, ammortizzatori sociali e riduzione dell'orario di lavoro. La Fiom quindi scegli di confrontarsi con chi in queste ore sta pensando ad un partito di sinistra che abbia un'impronta diversa da quella che PD e SEL hanno finora avuto.
"Noi in tempi non sospetti, - dice Landini in un'intervista rilasciata all'Huffingtonpost - a giugno dello scorso anno e cioè prima della campagna elettorale, abbiamo fatto un'iniziativa per chiedere che i partiti tornino a rappresentare il lavoro. Credo che nel nostro paese in questi ultimi vent'anni il lavoro non sia stato rappresentato sul piano politico. Lo denunciamo da un po' di tempo e che ci sia questo bisogno è evidente. Perché il punto è rappresentare il lavoro nelle sue forme attuale, il lavoro precario. Il successo del Movimento 5 stelle è una spia di quanto i partiti tradizionali rappresentino poco il lavoro, la realtà. Per esempio, è assurdo che Marchionne annunci di poter vendere asset per comprare Chrysler nel silenzio totale della politica. La politica deve tornare ad avere capacità e rappresentanza, abbiamo una crisi enorme e ritardi, serve un piano straordinario di investimenti e un nuovo modello di produzione. Siccome sono anni che non si investe, l'esistenza del sistema industriale si giocherà adesso. Sono questioni che vanno oltre chi sarà il nuovo leader, penso che la personalizzazione della politica abbia fatto perdere di vista i problemi reali".
Ed i punti di contatto tra Landini e Barca sono diversi. Il Ministro nel suo "Partito che vorrei" vorrebbe riportare sulla scena il lavoro operaio, "Non è questione di fare un passo indietro - afferma Barca - ma in avanti. Il cuore dei movimenti deve tornare ad essere anche, non solo ma anche, il lavoro operaio. Nel nuovo partito queste voci devono tornare a parlare: non nelle grandi manifestazioni ma nei territori, nei luoghi di lavoro". Parole che sono musica per le orecchie di Maurizio Landini che da diverso tempo si sta battendo perchè si torni ad avere, nello scenario politico italiano, un partito che rappresenti il lavoro e che lo faccia diventare il perno attorno al quale ruoti la vita democratica del Paese.
E Barca sembra parlare alla Fiom, alla Cgil, al sindacato quando, nel suo documento, fa molti richiami a quegli articoli della Costituzione che parlano del lavoro. A partire dall'articolo 1: "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro".

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