Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

lunedì 8 aprile 2013

Lavoro, oltre un milione di licenziamenti nel 2012. Il sindacato si mobilita

Nessuno si è ancora dimenticato il milione di nuovi posti di lavoro promessi da Berlusconi qualche campagna elettorale fa, quella promessa non fu mai attuata, anzi.
Oggi ci troviamo a parlare si di un milione di posti di lavoro, non nuovi purtroppo, bensì di quelli che nel 2012 si sono persi per licenziamento.

I dati forniti dal Ministero del Lavoro dicono infatti che i licenziamenti nel 2012 hanno superato quota un milione (1.027.462), con un aumento del 14% rispetto al 2011.
Questi numeri raccontano il dramma sociale di un Paese che sempre più sta affondando sul lavoro che non c'è. E di fronte a tutto ciò il sindacato rompe gli indugi.
L'indicibile sofferenza del sistema produttivo del paese e la condizione disarmante dei lavoratori spinge il sindacato a mobilitarsi. E' il segno che anche per le forze sociali questa situazione di stallo della politica non è più tollerabile. Appaiono sempre più necessarie politiche di cambiamento che invertano la rotta rispetto a quanto è stato fatto, o non è stato fatto, fino ad oggi.
Ed ecco che Cgil, Cisl e Uil si mobilitano organizzando per il  16 aprile prossimo una manifestazione unitaria davanti al Parlamento per sollecitare il finanziamento della cassa integrazione in deroga. Un intervento necessario perchè ci sono circa 800mila lavoratori che, collocati in Cassa integrazione, non percepiscono l'indennità dovuta da cinque o sei mesi. Per coprire il finanziamento necessario per la cassa integrazione in deroga manca attorno a un miliardo per il 2013.
La manifestazione unitaria si rivolgera' a governo e parlamento ai quali si chiede di rimettere il lavoro al centro delle scelte politiche. In una nota della Segreteria della Cgil si legge: "E' il lavoro, come principale elemento di cittadinanza, la chiave per determinare quel cambiamento necessario e urgente che rivendichiamo nei confronti di questo e del prossimo governo”.
Oltre alle confederazioni sindacali si muove anche la Fiom. I metalmeccanici della Cgil hanno indetto per il prossimo 18 maggio una manifestazione nazionale da tenersi a Roma per chiedere che devono cessare le chiusure degli stabilimenti ed investire risorse pubbliche e private nella ricerca. Cancellare la detassazione degli straordinari e della flessibilità ed invece usare risorse pubbliche per aumentare la base occupazionale riducendo l'orario di lavoro coi contratti di solidarietà difensivi per impedire i licenziamenti e espansivi per trasformare i contratti atipici in contratti stabili.
"Partiamo dai problemi dei metalmeccanici - ha detto il segretario generale della Fiom Cgil Maurizio Landini - per chiedere un blocco dei licenziamenti, per chiedere un cambiamento delle politiche industriali, per chiedere la riconquista del contratto”

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