Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

giovedì 4 aprile 2013

Matteo Renzi all'attacco, "Subito al voto, io sono pronto"

Sceglie la platea della Cgil della sua città. Il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, torna a sfidare il Pd bersaniano e dice "Basta perdite di tempo, si faccia un governo stabile oppure si vada al voto a giugno. Io sono pronto a partecipare alle primarie". E poco importa se il tempo da qui a giugno è stretto, "Se si vuole, le primarie si riescono ad organizzare". Se si vuole appunto.

Con queste parole parte (se mai si fosse fermato) l'attacco al Segretario Bersani, l'unico vero obiettivo del Sindaco, che viene accusato di ambiguità e di essere colui che determina lo stallo politico e reo "di essersi fatto umiliare dal Movimento 5 Stelle".
Renzi infatti, in un'intervista fatta a Repubblica, sostiene "Non possiamo dire un giorno Berlusconi in galera ed il giorno dopo proporgli la guida della Convenzione per le riforme. Che messaggi lanciamo? Incomprensibili. La sensazione è un’altra: che si continua a traccheggiare. Ma il Paese non se lo può permettere".
Un attacco senza mezzi termini studiato a tavolino, infatti mentre Matteo Renzi parla così davanti alla Camusso, in Parlamento, i Senatori renziani presentano un disegno di legge per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Di fatto all'interno del Pd si è creata una vera e propria corrente.
Su una cosa il rottamatore toscano non fa chiarezza e non risponde, è favorevole o no ad un governo con il Pdl? Questa è una domanda rimasta inevasa.
Un Matteo Renzi dunque che sale sulle barricate ed è quanto mai determinato a far sentire la sua voce fuori e dentro il Partito Democratico . E' il segno che la tregua è dunque finita.

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