Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

mercoledì 15 maggio 2013

Guglielmo Epifani, si fa coraggio. Attacca Berlusconi, sfida Grillo e si prende il Pd.

Di certo a Guglielmo Epifani il coraggio non manca. Aver dato la disponibilità a guidare il Partito Democratico è segnale di grande coraggio, specialmente questo Pd, quello che è uscito disastrato dal dopo elezioni. Quel coraggio Epifani lo ha tirato fuori proprio oggi e l'occasione gli è stata data dall'assemblea con i parlamentari del Partito Democratico rispondendo in maniera decisa all'attacco che il Pdl ha sferrato in giornata sul tema della giustizia. Infatti mentre il partito di Berlusconi ha ripresentato il progetto di legge che restringe l’uso delle intercettazioni da parte dei pm, Epifani blocca qualsiasi tentativo di discussione e ribadisce che per il Pd quella delle intercettazioni non è assolutamente una priorità. "Alzare la tensione sulla giustizia - ha affermato Epifani - e mettere in primo piano le intercettazioni, che non sono una priorità per il Parlamento e per il Governo, non aiuta e mette in difficoltà l'Esecutivo", ribadendo che la priorità adesso deve essere il lavoro e l'occupazione.
E visto che si trovava il neo segretario del Partito Democratico ha anche lanciato la sfida a Grillo: il Pd tornerà a San Giovanni.
I Democratici si riprenderanno Piazza San Giovanni, la piazza per antonomasia della sinistra che era stata "ceduta" a Grillo per la chiusura della campagna elettorale del febbraio scorso. Il Pd romano ha deciso stavolta che la chiusura della campagna elettorale per il Campidoglio avverrà proprio in Piazza San Giovanni.  "Bisogna avere coraggio" ha detto Epifani che ha spiegato di avere sofferto quando il Pd non ha concluso a piazza San Giovanni la campagna elettorale per le politiche.
L'obiettivo di Epifani è quello di dare sedare le tensioni in crescita nel partito sulla strana alleanza con Silvio Berlusconi: "Dobbiamo impegnarci, riprendere un po' di entusiasmo - ha detto Epifani - per quanto faticoso sia. Se risalissimo riconquistando Roma vorrebbe dire che c'è qualcosa di più forte anche dei problemi. Di fronte alle difficoltà non possiamo arretrare sempre. A me piangeva il cuore alla chiusura della campagna elettorale non vedere noi in quella piazza. Bisogna rischiare, non vinciamo se non abbiamo fiducia".

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