Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

mercoledì 22 maggio 2013

Lavoro e pensioni addio alla Riforma Fornero, nessuno la vuole piu'

E' convocato per oggi il primo round tra Governo e  parti sociali per discutere in materia di lavoro e pensioni. Un primo incontro che dovrà portare entro il mese di giugno a riformare la riforma Fornero.
Dovrebbero avere quindi le ore contate le due riforme targate Fornero su pensioni e lavoro che si sono scontrate con l'infinita recessione che sta affondando il paese. 
Oggi quelle riforme non piacciono proprio a nessuno. Anche se con opposte motivazioni, imprese, sindacati e lo stesso governo intendono superare le leggi Fornero. Non sarà facile per il governo trovare la quadra tra posizioni che all'inizio della trattativa sembrano poco conciliabili: agli industriali che chiedono più flessibilità in entrata, la Cgil e gli altri sindacati dicono che maggiore flessibilità in entrata non garantiscono maggiori assunzioni. E per il sindacato parlare di occupazione giovanile è assolutamente una priorità. E' questo il contesto nel quale si svolgerà l'incontro convocato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini per oggi 22 maggio alle ore 16 presso la sede di Via Veneto. Tema: "Monitoraggio del mercato del lavoro e politiche per l’occupazione giovanile". E poi c'è il drammatico problema da risolvere che si chiama esodati.
L'obiettivo del governo è ambizioso, 100mila nuovi assunti. Per raggiungerlo il Ministro Giovannini inizia il confronto con alcune idee chiare: per i contratti a termine si prevede la riduzione dell'intervallo tra un rinnovo e l'altro (abbattendo gli attuali 60-90 giorni); sulle pensioni, l'idea è anticipare l'età di tre-quattro anni con una penalizzazione proporzionale sull'assegno, proposta che dovrebbe risolvere anche la questione esodati; a questa idea si collegherebbe la cosiddetta staffetta generazionale. Si parlerà anche di come tagliare le tasse sul lavoro (il cuneo fiscale), ma quest'ultima ipotesi è molto costosa e perciò poco praticabile. 
Il lavoro diventa quindi la priorità, così come chiedeva nei giorni scorsi la Segretaria Generale della Cgil, Susanna Camusso che chiede interventi per salvare il sistema produttivo del Paese ed anche la difesa del reddito e dei posti di lavoro. Assieme a questo la Camusso chiede di contrastare fortemente la disoccupazione, soprattutto quella giovanile: "Gli ammortizzatori sociali - dice la Camusso - servono per difendere il reddito dei lavoratori e a tutelare quel poco di patrimonio produttivo, insomma quello che sopravvive del sistema, ma poi servono interventi urgenti perché i dati della disoccupazione, soprattutto giovanile e delle donne sono molto scoraggianti".

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