Pietro Occhiuto

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mercoledì 15 maggio 2013

Legge bavaglio, il Pdl torna all'attacco e ripropone il ddl Alfano sulle intercettazioni


A pochi giorni dalla requisitoria del procuratore aggiunto di Milano Ilda Bocassini nel processo Ruby in cui il magistrato ha chiesto 6 anni di reclusione per Silvio Berlusconi nonché ad una settimana dalla sentenza di secondo grado nel processo Mediaset dove lo stesso Berlusconi è stato condannato a quattro anni con l'interdizione dai pubblici uffici, il Pdl torna all'attacco sul tema giustizia e lo fa riproponendo, tale e quale, il testo del Ddl che qualche anno fa Alfano presentò sulla regolamentazione delle intercettazioni, la legge bavaglio. A riproporlo è il capogruppo in commissione giustizia del partito di Silvio Berlusconi, Enrico Costa e lo fa proprio nel giorno in cui alla giunta per le autorizzazioni della camera arriva una richiesta per l'autorizzazione all'ascolto di conversazioni telefoniche di Verdini, Cosentino e Dell'Utri.

Sul tema della giustizia il la fragile maggioranza del governo va in fibrillazione, infatti mentre il Pdl chiede che alla questione delle intercettazioni venga data priorità, il Partito Democratico non vuole sentire parlare: “Il tema delle intercettazioni non è certamente una priorità nell’ambito delle importanti riforme che attendono i cittadini per l’efficienza della Giustizia – dice Anna Rossomando (Pd), membro della Commissione Giustizia della Camera – Gli orientamenti del Pd sono noti: riteniamo che si tratti di uno strumento investigativo fondamentale con la doverosa tutela della riservatezza delle persone”. “La riproposizione da parte del Pdl del testo già proposto nella passata legislatura – osserva infine l’esponente democratica – rischia di far fare un grave passo indietro al confronto politico”.

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