Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

mercoledì 15 maggio 2013

Pensioni, si cambia. Si va verso la staffetta generazionale


Che la riforma Fornero sulle pensioni sia un ostacolo verso la possibilità di nuove assunzioni in molti lo avevano denunciato. A partire dal sindacato che, con la Cgil in testa, avevano da sempre considerato quella delle pensioni una partita non chiusa e sulla quale si sarebbe dovuto intervenire.
Proprio dal dato drammatico dell'occupazione giovanile partono le considerazioni del neo Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, sulla necessità di apportare "alcune e limitate" modifiche alla riforma Fornero. Il Governo vorrebbe introdurre una fascia di flessibilità per l'accesso alla pensione permettendo alle persone di uscire dal lavoro prima dell'età prevista dall'attuale sistema pensionistico attraverso penalizzazioni in termini di importo dell'assegno che si percepirà. Si esce prima prendendo una pensione più bassa  Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini ha ipotizzato, facendo riferimento alle linee generali espresse dalla presidente del Consiglio, interventi sulla riforma Fornero in termini di libertà di scelta (si esce prima prendendo una pensione più bassa) mentre ha frenato sulle ipotesi di modifica della riforma del lavoro.
In particolare si sta lavorando sull'idea della cosiddetta "staffetta generazionale", proponendo di coniugare l'accompagnamento alla pensione dei lavoratori anziani con l'ingresso dei giovani in azienda.
L'idea del ministro è la seguente: l'impresa propone ai lavoratori prossimi alla pensione l'adesione volontaria ad un percorso di accompagnamento, finalizzato alla fuoriuscita dal mercato del lavoro, trasformando il rapporto di lavoro in part-time usufruendo, tuttavia, della contribuzione piena per gli anni che ancora mancano alla pensione, al tempo stesso l'azienda assume un giovane in apprendistato o con un contratto a tempo indeterminato. La staffetta giovani-anziani, secondo il ministro, è molto costosa ma potrebbe portare vantaggi.
Le prime reazioni da parte dei sindacati sono di moderato apprezzamento. Per Cgil, Cisl e Uil è un bene che si riapra la discussione sulla riforma delle pensioni purché però ci sia un confronto con le organizzazioni sindacali perché le scelte unilaterali hanno sempre prodotto disastri.
La Cgil condivide l'idea di prevedere maggiore flessibilità nell'uscita dal lavoro per andare in pensione ma avverte che non potranno essere accettate penalizzazioni. Lo ha detto il segretario generale del sindacato, Susanna Camusso in una intervista al Tg3. "Un Paese non può tollerare - ha detto - di programmare la povertà dei pensionati del futuro".

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