Pietro Occhiuto

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mercoledì 22 maggio 2013

Trattativa Stato-Mafia, "Scoprimmo il covo di Provenzano già nel 2001" rivelazione shock

"Scoprimmo il covo di Provenzano già nel 2001 ma ci fermarono". A fare questa affermazione shock, in un'intervista esclusiva (QUI) che verrà trasmessa giovedì a Servizio Pubblico, un carabiniere che  per anni ha lavorato alla cattura del boss di Corleone. Quel covo di Montagna dei Cavalli dove Provenzano aveva stabilito il suo nascondiglio era già stato individuato già nel 2001, ma - a quanto dice l'intervistato - fu impedito alle forze dell'ordine di metterlo sotto controllo.
Questa notizia, se fosse vera, sarebbe esplosiva e lo diventa ancor di più se si pensa che tra pochi giorni ci sarà l’inizio del processo sulla trattativa Stato-mafia.
“A portarci nel covo a pochi chilometri da Corleone era stata una confidente – racconta il militare - ma il rifugio non fu mai messo sotto controllo. All'epoca funzionava così: il colonnello Gianmarco Sottili, l’attuale capo di Stato maggiore della Regione Sardegna, gestiva tutte le informazioni e diceva che non si doveva parlare, le nostre relazioni di servizio non arrivarono mai in Procura. Quando nel 2006 Provenzano fu arrestato proprio lì pensammo che era un vero schifo”. Queste parole stridono con quanto sta accadendo in queste ore in Parlamento dove il Senatore Luigi Compagna eletto nelle liste del Pdl ha presentato un disegno di legge che prevede la condanna dimezzata per concorso esterno in associazione mafiosa. Niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell’associazione mafiosa. Fortunatamente, grazie alle pressioni di Pd Sel e Lega Nord, il testo verrà da parte del Pdl ritirato.
Quello schifo di cui parlava il carabiniere ad ogni occasione torna sempre a galla, c'è sempre qualcuno, anche dall'interno dello Stato, che tenta in tutti i modi di indebolire lo Stato stesso nei confronti della mafia.

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