Pietro Occhiuto

Pietro Occhiuto

martedì 10 settembre 2013

Il Giaguaro in gabbia

La Giunta per le Elezioni del Senato si è riunita ieri alle 15 per decidere in merito alla decadenza di Silvio Berlusconi dopo la condanna definitiva subita al processo Mediaset. Il relatore sul caso, il senatore del Pdl Andrea Augello, ha presentato tre pregiudiziali per ottenere il rinvio dell’esame chiedendo il rinvio pregiudiziale di tipo interpretativo alla Corte di giustizia della Ue di Lussemburgo, la verifica dell’ammissibilità di un ricorso alla Corte Costituzionale ed infine Augello ha indicato 10 profili sui quali si intende sollevare l’eccezione di costituzionalità.
C'è quindi da parte del relatore la richiesta di un ulteriore intervento della magistratura internazionale, al di là della Corte europea per i Diritti Umani adita dai legali di Berlusconi, per verificare l’eventuale violazione dei principi comunitari compiuta dalla legge Severino. Un esame che si sommerebbe, se la proposta del senatore del Popolo della Libertà fosse accolta, alla verifica di fronte alla Consulta.
Ma la proposta di Augello con molta probabilità non passerà. Proprio stasera la Giunta dovrebbe votare contro le pregiudiziali presentate dal relatore e quindi andare avanti verso la decadenza di Berlusconi.
Nelle stesse ore, mentre la Giunta si riuniva, a Milano la Corte d'appello del Tribunale ha fissato per il 19 ottobre il processo d’appello bis con il quale verrà ricalcolata la misura interdittiva a carico di Silvio Berlusconi nella vicenda Mediaset. Il 31 luglio scorso, la Corte di Cassazione aveva condannato Berlusconi a 5 anni di carcere per frode fiscale e a 4 anni di interdizione dai pubblici uffici. La Suprema Corte aveva però ordinato un nuovo processo d’appello per rideterminare la pena accessoria non più in 5 anni ma tra 1 e 3 anni. Ed il nuovo appello dovrebbe durare una sola udienza.
Quindi la Giunta per le Elezioni e l'immunità del Senato non fa sconti al Cavaliere ed in ogni caso il Tribunale di Milano, tra poco più di un mese, deciderà in merito all'interdizione dai pubblici uffici.
Per la prima volta (forse) il Giaguaro è in gabbia.

lunedì 2 settembre 2013

Ma con quale faccia? Berlusconi firma i referendum che vogliono abrogare le sue leggi.

Tempo fa il Vernacoliere, mensile di satira ed umorismo livornese, riferendosi ai politici della prima repubblica titolava: "C'hanno la faccia come il c.....". Bene questa colorita espressione si può tranquillamente attagliare anche ad alcuni dei nostri contemporanei eroi.
Un esempio. Berlusconi l'altro ieri ha firmato, con tanto di telecamere al seguito, tutti i referendum proposti dai radicali per abrogare varie leggi. A lui si sa interessa solo la giustizia. Ma non quella giustizia che deve funzionare per tutti, intesa come servizio al cittadino. A lui interessa mettere le mani al collo della giustizia e visto che non ce riuscito da premier cerca di utilizzare i referendum proposti dai radicali che per una "giustizia più giusta" propongono la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati. Argomenti che sono stati sempre a cuore al Cavaliere.
Ma l'impeto della firma ha portato Berlusconi a firmare tutti e dodici i referendum anche quelli che vorrebbero abrogare le leggi sulle tossicodipendenze (legge Fini Giovanardi), legalizzando le droghe leggere, ed anche la legge sull'immigrazione (la Bossi Fini) dove si vuole abrogare il reato sulla clandestinità.
E' proprio vero, più ci si avvicina la votazione per la possibile decadenza da senatore è più i gesti del Cav sono inconsulti. Il salvacondotto giudiziario vale qualunque cosa.