Pietro Occhiuto

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mercoledì 24 settembre 2014

La Cisl volta pagina, di Bonanni non ne sentiremo la mancanza

Con sei mesi d'anticipo rispetto alla scadenza naturale Raffaele Bonanni lascia la segreteria della Cisl. Cosa lascia al Paese? Quale eredità?
A mio avviso poco o nulla. Questi otto anni, quelli nei quali Bonanni è stato a capo della Cisl, sono stati tra i più difficili del movimento sindacale in Italia e su Bonanni cade la responsabilità, per la sua affannosa ricerca del distinguo della Cisl e di conseguenza della divisione tra i sindacati, si aver reso più debole il fronte sindacale. Ad affermarlo oggi, in un'intervista rilasciata a Repubblica, è stato anche Pierre Carniti, padre storico del Sindacato di via Piave, che dice: "A Bonanni dico che i sindacati meno divisi non avrebbero lasciato questi spazi a Renzi e avrebbero fatto loro la riforma del lavoro". Nella stessa intervista Carniti sostiene anche: "Se mi posso permettere, penso che la Cisl in questi anni avrebbe potuto cercare di più le strade dell’unità con gli altri sindacati. Un mondo del lavoro diviso non è mai un fatto positivo, come dimostra la debolezza di oggi di tutti i sindacati confederali e anche la discussione sulla riforma del mercato del lavoro".
Sta proprio qui il punto: l'errore maggiore di Raffaele Bonanni è stato quello nel non aver saputo o voluto mantenere un rapporto distaccato con la politica. Gli anni della Cisl di Bonanni sono stati quelli dove il sindacato cattolico ha avuto ampia contiguità con la politica. Anzi a dire il vero è sembrato che Bonanni e la Cisl avesse scommesso sulla riuscita delle politiche liberiste dei governi Berlusconi. Così si è arrivati alla sottoscrizione degli accordi separati con i governi di centrodestra. La contiguità con la politica, appunto, proprio quello che la Cisl ha sempre accusato la Cgil.
Bonanni si dimette accusato da buona parte del suo sindacato, quello stesso sindacato che in questi anni è stato privato di una vere e serena discussione al suo interno.
Addio Bonanni, non ne sentiremo la tua mancanza.

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